- Il costo vero non è il canone: sono i moduli, i consumi e il tempo.
- Le domande decisive riguardano il Sistema TS, i consensi e come si esce.
- Dal 2025 il Data Act ti dà il diritto di portare via i dati.
- Chiedi sempre di vedere cosa succede quando qualcosa va storto, non la demo.
Prima di tutto: il costo vero non è il canone
Un gestionale da 15 € al mese costa 180 € l’anno. Migrare pazienti, storico fatture e consensi da un software all’altro costa settimane di serate, più il rischio di perdere qualcosa per strada. È per questo che si resta anni su strumenti che non piacciono: non per il prezzo, per l’attrito dell’uscita.
Da qui discende il metodo: valuta un software soprattutto per quanto è facile lasciarlo. Chi te lo rende facile, di solito, è anche chi ha meno bisogno di trattenerti.
1. È un software sanitario o un software di fatturazione con sopra un’agenda?
È la domanda che smonta metà del mercato. Un gestionale generico sa fare fatture; un gestionale sanitario sa che la tua fattura è un animale diverso: esente IVA ex art. 10, n. 18 del DPR 633/1972, con bollo da 2 € sopra 77,47 €, con la cassa previdenziale della tua professione, con un tipo di spesa da dichiarare al Sistema TS e con un paziente che può opporsi alla trasmissione.
Il test in trenta secondi, in prova: apri la creazione di una fattura e guarda se questi campi ci sono già, senza che tu debba costruirli a mano. Se devi spiegare tu al software cos’è una prestazione sanitaria, lo dovrai fare per sempre.
2. Chi trasmette al Sistema TS — e cosa vedi quando qualcosa va storto?
Ci sono tre modelli, molto diversi tra loro: il software prepara un file che poi carichi tu sul portale; il software trasmette con le tue credenziali; il software passa da un intermediario che trasmette per tuo conto.
Nessuno dei tre è sbagliato, ma cambia parecchio chi si accorge degli errori. La domanda vera non è “invia?”, è: dove leggo gli scarti? Da quando la trasmissione è annuale, un documento scartato scoperto dodici mesi dopo non è un fastidio, è una sanzione — e le sanzioni si contano per documento, non per invio (ne abbiamo scritto in Sistema TS 2026).
3. Sa che al paziente la fattura elettronica non si manda?
Sembra banale ed è un ottimo rilevatore. Il divieto di trasmettere allo SdI le fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche non è più una proroga annuale: dal D.Lgs. 81/2025 è strutturale. Un software nato per il commercio prova a spingere tutto nella fattura elettronica; uno sanitario tiene i due binari separati da solo — e gestisce comunque l’XML per i clienti azienda, che nel sanitario esistono (docenze, consulenze, poliambulatori).
4. Dove stanno i miei dati, e chi è il responsabile del trattamento?
Stai per affidare a un’azienda le cartelle dei tuoi pazienti: dati particolari, quelli dell’art. 9 del GDPR. Il fornitore diventa responsabile del trattamento e serve un contratto scritto ai sensi dell’art. 28 (il DPA). Non è burocrazia: senza, in caso di controllo, il titolare inadempiente sei tu.
Cosa chiedere, concretamente: il DPA è pubblico e leggibile prima di iscriversi, o arriva “dopo”? Dove sono fisicamente i server? Chi sono i sub-responsabili (l’hosting, il servizio email, gli strumenti di assistenza) e sono elencati? In quanto tempo ti avvisano se c’è una violazione, visto che tu hai 72 ore per notificarla al Garante?
5. Come esco? (qui il 2026 ti ha dato armi nuove)
Fino a ieri l’uscita era terreno del fornitore. Adesso no. Il Data Act (Regolamento UE 2023/2854) si applica dal 12 settembre 2025 e impone ai servizi cloud — i gestionali in abbonamento lo sono — obblighi precisi sul cambio di fornitore:
- il contratto deve indicare tutte le categorie di dati che puoi portare via, e il fornitore deve assisterti nel passaggio;
- il preavviso massimo di recesso è di due mesi;
- fino all’11 gennaio 2027 i costi di uscita sono ammessi solo se non superano quelli effettivamente sostenuti dal fornitore; dal 12 gennaio 2027 non si possono più addebitare.
A questo si somma il diritto di portabilità dell’art. 20 del GDPR, che vale per i dati dei tuoi pazienti. Tradotto in pratica: chiedi di vedere l’export durante la prova, non alla fine. Un CSV di anagrafiche non basta — servono anche fatture, storico, documenti firmati.
6. E se smetto di pagare, cosa succede ai dati?
Domanda diversa dalla precedente, e altrettanto importante. Alcuni servizi chiudono l’accesso al giorno di scadenza; altri lasciano una finestra di sola lettura ed export. Considera che i documenti fiscali vanno conservati dieci anni (art. 2220 del codice civile) e che a un paziente puoi dover ricostruire una fattura di sei anni fa. Se il software è l’unico posto dove quel dato esiste, il tuo obbligo di conservazione dipende dal suo piano tariffario: non è una buona idea.
7. I consensi: cosa resta agli atti, e in che forma?
Raccogliere il consenso privacy e quello informato è facile; dimostrarlo due anni dopo è il punto. Se il software gestisce le firme, chiedi cosa viene conservato insieme al “sì”: il testo esatto che il paziente ha visto (non un rimando al modello attuale, che nel frattempo hai cambiato), data e ora, come è stata verificata l’identità, l’impronta informatica del documento. E chiedi se, cambiando il tuo modello, le firme già raccolte restano legate alla versione firmata.
8. Il prezzo reale, non quello della home
Il canone è quasi sempre solo l’inizio. Le voci che fanno lievitare il conto sono sempre le stesse, quindi domandale una per una: si paga per utente (e la segretaria conta)? La fattura elettronica è inclusa o è un modulo? Gli invii al Sistema TS sono a consumo? Gli SMS di promemoria? Ci sono costi di attivazione o di importazione dei dati? Il prezzo è bloccato o è “salvo aggiornamenti”?
Fatti dare il totale annuo per la tua situazione reale, non per il profilo tipo della brochure.
9. Chi risponde quando qualcosa non va — e in quanto tempo?
Il momento in cui scoprirai la qualità dell’assistenza è il peggiore possibile: fine gennaio, un invio che non passa, un paziente in sala d’attesa. Chiedi attraverso quale canale si chiede aiuto (una chat dentro il software o un modulo che finisce in un ticket anonimo?), quanto si aspetta mediamente, e se chi risponde conosce il Sistema TS o legge uno script. Un test onesto: manda una domanda tecnica durante la prova gratuita, quando ancora non sei un cliente pagante, e guarda cosa succede.
10. Chi insegue le norme al posto tuo?
Negli ultimi due anni sono cambiate la cadenza del Sistema TS, la natura del divieto di e-fattura, le regole sul bollo. Cambieranno ancora. La domanda è: gli adeguamenti normativi sono compresi nel canone o arrivano come aggiornamento a pagamento? E c’è un posto dove leggi cosa è cambiato — note di rilascio, una pagina novità — o le cose si spostano di nascosto?
11. Quanto è veloce nelle cose che fai cento volte
Le funzioni si contano, la fatica no. Cronometra tre gesti quotidiani: creare un appuntamento per un paziente esistente; emettere la fattura di una seduta appena fatta; trovare un paziente per cognome. Se ciascuno richiede più di tre clic o più di quindici secondi, moltiplica per il numero di volte in cui lo farai in un anno. È lì che un software ti restituisce o ti ruba tempo, non nella pagina delle statistiche.
12. La sicurezza, in due domande concrete
Senza addentrarsi in tecnicismi, due cose le puoi chiedere a chiunque: c’è la verifica in due passaggi per l’accesso? Il software è stato sottoposto a un test di sicurezza indipendente (un penetration test), e quando? Non pretendere il rapporto — è normale che sia riservato — ma la data e l’esistenza del test sì. Un fornitore serio risponde senza esitare.
La tabella delle spie rosse
Riassunto per quando sei al telefono con un commerciale.
| Domanda | Risposta che tranquillizza | Spia rossa |
|---|---|---|
| Dove vedo gli scarti del Sistema TS? | Ti mostrano la schermata | «Non capita quasi mai» |
| Posso leggere il DPA adesso? | Link pubblico | «Te lo mandiamo dopo la firma» |
| Come esporto tutto? | Te lo fanno provare | «Ci pensa l’assistenza» |
| Costi per uscire? | Nessuno | Una cifra, o silenzio |
| Se non rinnovo? | Export garantito | «L’account si chiude» |
| Prezzo per la segretaria? | Detto subito | «Dipende, ne parliamo» |
| Adeguamenti normativi? | Inclusi | «Versione major a parte» |
| Test di sicurezza? | Sì, con data | Imbarazzo |
Il test dei trenta giorni
Le demo guidate mostrano sempre il percorso migliore. L’unica prova che conta è usare il software come lavori davvero, per un mese, con dati veri. Una traccia:
- Settimana 1 — carica venti pazienti reali, non tre inventati. Guarda quanto ci metti e cosa non entra nei campi previsti.
- Settimana 2 — fai vivere l’agenda: sposta un appuntamento, disdici, segna un’assenza, manda un promemoria.
- Settimana 3 — emetti cinque fatture diverse fra loro: sopra e sotto la soglia del bollo, una a un’azienda, una nota di credito. Poi chiedi una cosa difficile all’assistenza.
- Settimana 4 — prova l’uscita. Esporta tutto e apri i file. Se quello che esce è leggibile e completo, il fornitore ti sta trattando bene.
Quando un gestionale generalista va benissimo
Per onestà: se fatturi poche prestazioni all’anno, non sei tenuto all’invio al Sistema TS e usi già con profitto uno strumento generico, cambiare non ti darà granché. La specializzazione conviene quando i pazienti sono molti, i dati sono sensibili, gli adempimenti ricorrono e il tempo che perdi a ricopiare le stesse informazioni in due posti diversi diventa misurabile.
Come rispondiamo noi
Sezione dichiaratamente di parte: è il nostro prodotto. La mettiamo in fondo, con le stesse domande di sopra, perché tu possa usare gli stessi metri con chiunque.
- Sistema TS: le spese si trasmettono da dentro Sanly con le tue credenziali, senza intermediari; esiti e scarti stanno nella stessa pagina dell’invio, documento per documento.
- Fatture: bollo, cassa previdenziale, dicitura del regime e tipo di spesa sono già al posto giusto; le fatture ai pazienti restano PDF, quelle ai clienti azienda partono in XML verso lo SdI.
- Dati e DPA: il contratto come responsabile del trattamento è pubblico e leggibile prima di iscriverti, con l’elenco dei sub-responsabili e l’indicazione di dove sono ospitati i dati.
- Uscita: esporti quando vuoi pazienti, fatture, documenti firmati e registro dei consensi. Nessun costo di uscita.
- Se smetti: i dati restano consultabili ed esportabili; non spegniamo l’accesso alla scadenza.
- Consensi: insieme alla firma conserviamo il testo esatto accettato, data e ora, l’identità verificata e l’impronta del documento; se cambi modello, le firme già raccolte restano legate alla versione firmata.
- Prezzo: un solo piano a 49 € l’anno + IVA, tutto incluso — fattura elettronica, Sistema TS, agenda, consensi, area paziente, perfino gli SMS dei codici di firma. Nessun costo per utente, nessun modulo a parte, 45 giorni di prova senza carta di credito.
- Sicurezza: a settembre 2026 abbiamo commissionato un penetration test indipendente sull’intera applicazione e corretto le vulnerabilità emerse. La verifica in due passaggi per l’accesso è in lavorazione: quando una cosa non c’è ancora, preferiamo scriverlo.
Le stesse otto risposte, per iscritto, chiedile a chiunque stia valutando. È il modo più rapido per capire con chi hai a che fare.
- Regolamento (UE) 2023/2854 “Data Act”, capo VI (passaggio tra servizi di trattamento dati): obblighi applicabili dal 12 settembre 2025; soppressione dei corrispettivi di trasferimento dal 12 gennaio 2027
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), artt. 9, 20, 28 e 33
- DPR 633/1972, art. 10, n. 18
- DPR 642/1972, art. 13 della Tariffa
- D.L. 119/2018, art. 10-bis, come modificato dal D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81
- D.Lgs. 175/2014, art. 3, comma 5-bis
- Codice civile, art. 2220